venerdì 22 aprile 2022 0 commenti

PERCHÉ SARÒ A ROCCELLA JONICA IL 25 APRILE PER PRESENTARE IL MIO LIBRO SULLA STATALE 106?

dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106,

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

Lo scorso 31 gennaio, la comunità di Roccella Jonica ha perso Davide e Gabriele Origlia, due giovani di 29 anni, a seguito dell’ennesimo tragico incidente stradale sulla Statale 106. Mentre il 4 ottobre scorso, la stessa comunità, fu colpita dalla morte del Comandante della Polizia Municipale Alfredo Fregomeni (aveva 45 anni). La sua morte avvenne dopo oltre un mese da un tragico incidente stradale avvenuto il 29 agosto in cui persero la vita una impiegata comunale di Roccella Jonica, Giusy Bruzzese (45 anni), insieme al marito Silvestro Romeo (52 anni), brigadiere dei Carabinieri.

Nell’intera provincia di Reggio Calabria, sulla Statale 106, negli ultimi 5 anni sono 33 le vittime. Nella locride, invece, sono addirittura 21: oltre ai 5 di Roccella Jonica già menzionati abbiamo Carmela Lombardo (51 anni), Roberto Latella (50 anni), Emanuele Todarello (16 anni), Pasquale Sgotto (43 anni), Antonio Conia (42 anni), Rocco Marando (24 anni), Paolo Pelle (67 anni), Vincenzo Porporino (21 anni), Ilario Ierinò (83 anni), Domenico Scordo (83 anni), Salvatore Mario Orlando (54 anni), Alessandro Luppino (15 anni), Caterina Ficara (46 anni), Valentino Pò (80 anni), Ferdinando Marzano (87 anni) e Aurelio Giorgi (47 anni).

Per capire l’enormità del fenomeno basti solo riflettere su un dato di fatto oggettivo: il numero così alto di vittime sulla Statale 106 nella locride negli ultimi 5 anni non è neanche lontanamente paragonabile al numero di vittime legate alla criminalità organizzata nell’intera Calabria negli ultimi 10 anni.

Si dirà che tutto questo non è colpa della strada Statale 106 “Jonica” che pure è tristemente nota come la famigerata “strada della morte” ma è colpa di chi guida. Ciò in parte è vero. Purtroppo noi calabresi, sulla costa jonica, continuiamo ancora a commettere questo imperdonabile e terribile errore di utilizzare le auto oppure le moto per spostarci mentre, invece, dovremmo usare asini e cavalli: gli unici mezzi di spostamento sicuri ed adatti all’attuale strada Statale 106.

L’altro problema è legato alla mancanza di volontà della politica di finanziare i progetti già esistenti da decenni per l’ammodernamento a 4 corsie della Statale 106 in quest’area. Basti pensare che il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale tra Locri e Reggio Calabria (Megalotto 10 e Megalotto 5), è stato redatto ed approvato già da 20 anni e l’intervento pari a circa 3 miliardi di euro non è stato mai finanziato. Così come esiste un progetto preliminare ed uno studio di impatto ambientale già redatto ed approvato da 20 anni tra Rocella Jonica e Catanzaro (Megalotto 7). L’intervento, per una estensione di circa quarantaquattro chilometri per un importo di 1,6 miliardi di euro non è mai stato finanziato.

Per fortuna c’è chi ha avuto la brillante idea di chiedere un finanziamento di circa 50 milioni di euro per realizzare un nuovo progetto di ammodernamento a 4 corsie per la Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria. Saranno soldi sprecati? Per fortuna saranno soldi che mai nessun Governo impegnerà: come ci dimostrano, ad esempio, i Consigli dei Ministri degli ultimi 4 anni che sulla Statale 106 non hanno investito neanche un centesimo di euro.

Infatti, sulla Statale 106 in Calabria oggi non c’è proprio un bel nulla tranne due grandi cantieri. Il Megalotto 3 in provincia di Cosenza (un cantiere di 39 chilometri), e la Variante di Palizzi: 1,4 miliardi di euro che dimostrano che si può fare l’ammodernamento della Statale 106 ma solo a condizione di volerlo veramente. Ma nella locride questa volontà c’è veramente…?

Allora perché sarò a Roccella Jonica per presentare il mio libro il prossimo 25 aprile?

Innanzitutto perché, insieme all’organizzazione di volontariato “Basta Vittime Sulla Statale 106”, ho accolto l’invito di Padre Francesco Carlino che mi ha invitato. Un parroco, Padre Francesco, che peraltro sulla problematica della Statale 106 ha assunto pozioni durissime quanto apprezzabili. Poi perché questa diventa l’occasione per incontrare i familiari delle vittime della Statale 106 e per ricordare i loro cari.

Infine, per ricordare a tutti una cosa molto importante che purtroppo tutti abbiamo dimenticato.

Vi spiego qual è.

Per arrivare a Roccella Jonica da Calopezzati (il mio paese), dovrò percorrere la Statale 106. Oltre i tempi di percorrenza (3 ore e 40 minuti per 213 chilometri), una volta arrivato a Davoli (in provincia di Catanzaro), dovrò superare il Ponte Alaca, il Ponte Gallipari, il Ponte Vodà, il Ponte Ponzo, il Ponte Munita e il Ponte Assi.

Si tratta di ponti costruiti dal governo fascista di Benito Mussolini che ancora oggi, nel 2022, costituiscono l’unico fondamentale ed imprescindibile attraversamento della Statale 106 tra Catanzaro e Roccella Jonica. Senza questi ponti realizzati da Benito Mussolini quando era alla guida del governo fascista noi oggi non avremmo alcuna possibilità di percorrere la costa jonica calabrese nel tratto Roccella Jonica – Catanzaro.

Anche perché la maggior parte di strada Statale 106 esistente nel tratto considerato è praticamente la stessa realizzata dal governo fascista di Benito Mussolini.

Capisco bene che per alcuni può risultare assurdo ed impensabile che oggi, nel 2022, vi siano addirittura circa 60/70 chilometri di Statale 106 che sono percorribili solo grazie al governo fascista di Benito Mussolini che li ha realizzati circa un secolo fa.

Capisco bene che per alcuni può risultare assurdo ed impensabile che oggi, nel 2022, vi siano 6 ponti realizzati dal governo fascista di Benito Mussolini senza i quali sarebbe praticamente impossibile raggiungere Roccella Jonica da Catanzaro e che, proprio per questo, sono stati di recente addirittura ristrutturati per paura che potessero crollare creando una interruzione definitiva della Statale 106.

Ma la triste realtà è questa.

Allora festeggiamo il prossimo 25 aprile.

Festeggiamo la liberazione.

Facciamolo insieme a Roccella Jonica.

Ma senza dimenticare di essere riconoscenti e di dire ciò che va detto:

Viva il Duce, Viva il Re!


martedì 12 aprile 2022 0 commenti

SUL 3° MEGALOTTO DELLA STATALE 106 SCOMPAIONO TRE SVINCOLI NELL’INERZIA GENERALE DELLA POLITICA

 

dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106,

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

 

L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” alla fine del 2020 ha inoltrato una richiesta specifica all’Anas Spa al fine di ottenere dei documenti necessari per comprendere lo stato di avanzamento (e non solo), dei lavori del 3° Megalotto.

A questa richiesta ed alle medesime successive tre richieste nel 2021 l’Anas Spa non ha mai risposto. Così, al quinto tentativo di richiesta effettuato nel 2022, esattamente il 18 gennaio, l’Anas Spa finalmente risponde e dice che – riporto testualmente – “i documenti richiesti non rientrano tra quelli oggetto di volontaria pubblicazione e pertanto non può essere gestita”.

Se i documenti richiesti sono pubblici o meno questo certamente lo si capirà a breve…

Una cosa però è certa: l’Anas Spa ormai da mesi dirama comunicati stampa in cui afferma che il cronoprogramma dei lavori di realizzazione del 3° Megalotto procede speditamente, senza ritardi, anzi, addirittura in anticipo e che, quindi, entro agosto 2026 l’opera sarà ultimata e inaugurata.

Quindi non si capisce perché l’Anas Spa – se tutto ciò è vero – non si limita semplicemente a fornire dei documenti che attesterebbero esattamente quello che afferma indipendentemente se questi rientrano o meno tra i documenti che possono essere resi pubblici o meno.

In questa vicenda c’è poi un altro aspetto decisivo: in merito allo stato di avanzamento dei lavori del 3° Megalotto nessuna fonte è più autorevole dell’Anas Spa che oltre ad essere il soggetto proponente dell’Opera è anche l’affidatario della direzione dei lavori.

Questo implica che ogni organo di stampa ovviamente diffonde ogni notizia sull’avanzamento dei lavori del 3° Megalotto ogni qual volta l’Anas Spa dirama un comunicato.

Tutta questa premessa è fondamentale per chiarire una cosa molto semplice.

Se – come tutti noi ci auguriamo – i lavori per la realizzazione del 3° Megalotto risulteranno ben eseguiti, finiranno nei tempi stabiliti (agosto 2026), e non costeranno alle tasche dei cittadini contribuenti nemmeno un centesimo di euro in più dei 1.335 milioni di euro previsti vorrà dire che noi calabresi avremo l’obbligo morale di premiare Dirigenti e politici oggi eletti nelle Istituzioni che, in questa fase, sono alle prese con la gestione di questo delicato processo.

Se, invece, ciò non dovesse accadere sia chiaro che sui profili di responsabilità, sia per la parte tecnica che per quella politica, è già pronto un archivio dettagliato con nomi, cognomi ed anche documenti e fatti precisi che saranno utili per evidenziare, oltre ogni ragionevole dubbio, tutti i profili di responsabilità.

In merito ai fatti, invece, occorre far notare che il progetto del 3° Megalotto inaugurato dal Ministro del Partito Democratico Paola De Micheli prevede la realizzazione, l'ungo il suo sviluppo, di ben 7 svincoli. È notizia di pochi giorni fa che ora sono stati eliminati gli svincoli di Villapiana, quello di Amendolara e quello di Albidona-Trebisacce, ovvero il più strategico, poiché serviva sia per l'innesto della Provinciale 153 che porta ad Albidona e Alessandria del Carretto che per Trebisacce Nord che, a questo punto, sarà solo raggiungibile solo per chi proviene da sud verso nord...

Per quanto riguarda le opere compensative da corrispondere agli otto Comuni attraversati dall’Opera ancora oggi non sia hanno notizie e, quindi, difficilmente ne avremo anche in futuro…

In ultimo, l’Anas Spa il 7 aprile scorso, attraverso un comunicato stampa, ha comunicato sulla Statale 106 «limitazioni al transito nel comune di Roseto Capo Spulico» che però sono stati puntualmente ed immediatamente smentiti dal comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale di Roseto Capo Spulico dell’8 aprile scorso.

Il comunicato dell’Amministrazione Comunale di Roseto Capo Spulico dice però anche altro quando afferma che «il tracciato della attuale statale jonica attraversa la Marina di Roseto Capo Spulico, sulla quale si scarica il traffico veicolare dei mezzi pesanti lungo la dorsale jonica sull'asse Puglia-Sicilia. Questo elemento rappresenta già di per sé una criticità quotidiana per il territorio, che ogni giorno deve fare i conti con l'enorme mole di veicoli lungo un tracciato ormai obsoleto e poco sicuro».

A questo punto vorrebbe da chiedere: ma dove sono finite le famose “piste” di montagna dell’On. Elisa Scutellà che avrebbero dovuto evitare ai mezzi impiegati alla realizzazione del 3° Megalotto di invadere l’attuale Statale 106 generando pericoli e disagi?

Purtroppo inizio ad avere la netta sensazione che quando arriverà Gratteri sarà sempre troppo tardi…

Spero davvero di sbagliarmi!


martedì 29 marzo 2022 0 commenti

LA RELAZIONE DEI CORTE DEI CONTI METTE A NUDO I FALLIMENTI DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LA STATALE 106.

dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106,

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

 

La Sezione Centrale di Controllo della Corte dei Conti nella sua ultima relazione, depositata il 25 gennaio scorso, ha emesso un giudizio a dir poco impietoso sulle spese e, soprattutto, sulla mancata produzione dell’Anas Spa.

Nello specifico è stato rilevato che tutte le previsioni di spesa contenute nel contratto di programma per il 2020 non sono state rispettate ed hanno letteralmente fatto saltare anche le previsioni di spesa contenute nel contratto di programma per il 2021.

In parole povere la percentuale di scollamento tra la previsione di produzione per il 2020 e il consuntivo di quello stesso anno è stata un flop, registrando il -50,9%. Il che ha messo in luce quella che in gergo tecnico viene definita “la variazione negativa in termini di investimenti in nuove opere” e ciò è accaduto a cascata anche nel 2021. In pratica, in Anas Spa, per due anni non si è battuto un chiodo. O, meglio, lo si è battuto a metà.

Tutto questo ha inizio nel 2018 grazie all'Ex Ministro delle Infrastrutture del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli che a dicembre decide di sponsorizzare fortemente e, quindi, ottiene la nomina dell'Ing. Massimo Simonini (capo della sua segreteria al Ministero), come Amministratore Delegato dio Anas Spa.

L’Ing. Simonini viene poi nominato Commissario Straordinario per la Statale 106 e per comprendere cosa ha realmente fatto di “straordinario” per la Statale 106 basta semplicemente spiegare la slide numero 4 contenuta nella sua presentazione in seno alle Commissioni riunite di Infrastrutture e Ambiente della Camera dei Deputati nell’audizione del 3 febbraio 2021.

Il Commissario Simonini, senza alcuna ombra di dubbio “straordinario”, ha in dote 884 milioni di euro, pianifica 12 interventi previsti sulla Statale 106 ma distribuisce queste risorse in modo da avere bisogno, per ognuno di questi interventi, un fabbisogno economico. Eppure, sarebbe bastato poco: concentrare tutte le risorse almeno su uno o due degli interventi che lui stesso ha programmato al fine di realizzarli.

In pratica l’Anas Spa nel biennio 2020 – 2021 non solo ha prodotto il -50,9% rispetto a quello che aveva programmato ma, come si evince banalmente dal rapporto dei togati della Corte dei Conti, di ciò che ha investito e, quindi, prodotto (il rimanente 49,1%), neanche un centesimo di euro è stato impegnato sulla Statale 106 dal Commissario (senza dubbio), “Straordinario” ed oggi tutto ciò è certificato dalle toghe contabili (oltreché dai nostri occhi).

Tutto ciò dimostra, ancora una volta, oltre ogni ragionevole dubbio, che non c’è mai stata e continua a non esserci la volontà politica di investire per intervenire sulla Statale 106 con interventi di completamento per l’ammodernamento o di messa in sicurezza urgente dell’arteria ormai, tristemente nota, come la famigerata “strada della morte”.

Poi c’è di più…

L'Ing. Simonini, durante la sua gestione disastrosa da Amministratore Delegato di Anas Spa, nel 2020 ha effettuato 1.005 nuove assunzioni, di cui 232 a tempo indeterminato, 724 a tempo determinato e 49 per personale esterno. Ha trasformato 65 contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Infine, si è rilevato un elevato aumento di personale tra quello in entrata e quello in uscita per pensionamenti e cessazioni di contratti e, tutto ciò, ovviamente ha prodotto un notevole aumento dei costi per l’Ente.

Simonini non si è fermato qui perché ha anche determinato un aumento di dirigenti costato all'Ente - come spiegano i magistrati della Corte dei Conti - 431 milioni di euro solo per il 2020. Proprio grazie a Simonini oggi abbiamo in Anas Spa un dirigente ogni due impiegati...

Infine, c’è la ciliegina sulla torta: quella che proprio non poteva mancare. L’Amministratore Delegato di Anas Spa fortemente voluto dall’Ex Ministro alle Infrastrutture del M5S Danilo Toninelli (di cui Simonini è stato capo della Segreteria), il 21 dicembre 2020 ha deliberato un aumento di 15.000 euro per ogni componente del Consiglio di Amministrazione con decorrenza al passato: da aprile 2020... Mentre per lui è stato disposto un aumento di ben 70.000 euro in più sui 180.000 precedentemente previsti per un totale di 250.000 euro annui lordi.

Insomma, un giusto premio per i grandi risultati ottenuti.

Non c’è dubbio.

Peccato che la politica calabrese (consiglieri regionali e parlamentari su tutti), non legge e quindi ancora non riesce a rimuovere il Commissario “Straordinario” per la Statale 106 anche se, a questo punto, nasce un dubbio molto forte: nonostante l’evidente fallimento dell’Ing. Simonini, è mai possibile che nessuno realmente e concretamente vuole la sua rimozione semplicemente per un proprio tornaconto politico…?

Intanto, le stragi sulla Statale 106 continueranno e, anzi, purtroppo saranno destinate ad aumentare: ma parliamoci francamente, di chi sono le responsabilità morali…?


sabato 19 marzo 2022 0 commenti

SICUREZZA PONTI, VIADOTTI E STRADE: ENNESIMO DOLCE FALLIMENTO DEL GOVERNO OCCHIUTO



dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106,

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

 

Oltre 2,7 miliardi di euro sono stati destinati alla messa in sicurezza di ponti e viadotti e alla manutenzione straordinaria delle strade di competenza delle Province e delle Città metropolitane. Lo ha deciso la Conferenza Stato-Città e autonomie locali riunitasi ieri per dare il via libera a due decreti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che assegnano 1,4 miliardi di euro (previsti nella legge di Bilancio 2022) per gli interventi sui ponti e viadotti e 1,3 miliardi di euro per gli interventi di manutenzione straordinaria delle strade.

“Al fine di ridurre al massimo i disagi per gli utenti derivanti dai futuri lavori di manutenzione - ha dichiarato il Ministro Enrico Giovannini - ho avviato incontri con i concessionari autostradali, l’Anas e l’Ansfisa per programmare in modo coordinato gli interventi, a partire da quelli che verranno realizzati nel corso della prossima estate”.

Gli interventi sui ponti e viadotti ammissibili al finanziamento previsto nello schema di decreto, oltre alla messa in sicurezza, includono la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti, le attività legate al censimento e alla classificazione del rischio, alla verifica della sicurezza e al collaudo. L’assegnazione dei fondi prevede 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e 300 milioni per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029.

L’altro schema di decreto, che destina oltre 1,3 miliardi per la manutenzione straordinaria sulla stessa rete viaria secondaria, prevede invece 275 milioni di euro di finanziamenti per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029.

I criteri di assegnazione guardano oltre che alla consistenza della rete viaria e alla vulnerabilità rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico, anche al tasso di incidentalità. Le risorse saranno utilizzate per interventi che riguardano, tra l’altro, la pavimentazione, le gallerie, i sistemi di smaltimento delle acque, l’illuminazione, l’installazione di sensori per il controllo dello stato dell’infrastruttura, la segnaletica orizzontale.

“La stragrande maggioranza di ponti, strade e viadotti è stata realizzata decine di anni fa e oggi necessita di riqualificazione, manutenzione e ammodernamento - ha spiegato ancora il Ministro Giovannini -. Per questo, all’interno dei quasi 104 miliardi di euro di investimenti di competenza del Ministero stanziati nell’ultimo anno, abbiamo scelto di dedicare una fetta importante di quelli nazionali proprio alla manutenzione delle infrastrutture stradali”.

Fino a qui il lavoro del Ministro e del Governo è certamente apprezzabile e condivisibile.

Tutto diventa, però, inaccettabile da qui in avanti, ovvero, sulle scelte relative alla ripartizione delle risorse.

Alle regioni del Nord Italia la ripartizione delle risorse per ponti e viadotti della rete viaria secondaria nel periodo 2024 - 2029 assegna 536 milioni di euro (pari al 38,31%), mentre alle regioni del Sud Italia 542 milioni di euro (pari al 38,78%), ed i restanti 320 milioni di euro (pari al 23%), alle regioni del Centro Italia. In pratica al Sud viene destinata lo stesso ed identico investimento previsto per il Nord.

Nel Sud c'è poi la Calabria a cui sono destinati complessivamente 79,542 milioni di euro contro i 115,147 milioni di euro destinati alla Sicilia ed i 106,469 milioni di euro destinati alla Campania. Per comprendere ancora di più la scelta senza dubbio discutibile del Governo "dei migliori" basta osservare, ad esempio, che alla provincia di Cosenza, che da sola è più grande dell'intera Liguria, viene assegnato un finanziamento di 21,359 milioni di euro mentre alla Liguria, appunto, viene stanziato un finanziamento di 46 milioni di euro (più del doppio…).

La musica non cambia ma, anzi, peggiora per quanto riguarda la ripartizione delle risorse per la manutenzione straordinaria della rete viaria secondaria nel periodo 2025-2029. Alle regioni del Nord Italia sono destinati 545 milioni di euro (40%), alle regioni del Sud Italia 532 milioni di euro (39%), ed alle regioni del Centro Italia i restanti 297 milioni di euro (21%). In pratica, anche in questo caso, al Sud viene destinata lo stesso ed identico investimento previsto per il Nord. Nel Sud c’è poi la Calabria a cui sono assegnati 64,415 milioni di euro contro i 121,492 milioni di euro assegnati alla Sicilia ed i 111,1 milioni di euro assegnati alla Campania.

In pratica alla Calabria, complessivamente, viene assegnato un investimento di 143,957 milioni di euro nel periodo 2024-2009 contro – giusto per fare un esempio – i 236,639 milioni di euro assegnati alla Sicilia ed i 217,569 milioni di euro assegnati alla Campania…

Queste scelte politiche adottate dal Governo “dei migliori” che penalizzano fortemente la Calabria ed ampliano in prospettiva il divario tra la nostra regione e le altre regioni del Sud e dell’Italia sono l’ennesimo fallimento, circostanziato dai numeri, prodotto dal Governo Regionale Occhiuto e, nello specifico, dall’Assessore alle Infrastrutture Dolce. Ad entrambi mi piacerebbe chiedere: ma anche questa volta la Calabria si aspettava di più?

DOCUMENTI CORRELATI:

Ripartizione risorse ponti e viadotti

Ripartizione risorse manutenzione straordinaria strade

sabato 12 marzo 2022 0 commenti

SE VOGLIAMO BENE ALLA CALABRIA OGGI DOBBIAMO DIRE NO ALL’AMMODERNAMENTO DELLA STATALE 106

dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106,

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

 

Nell’aprile del 2021 (circa un anno fa), il Sindaco di Locri annunciava in pompa magna alla stampa l’imminente avvio della rotatoria della Moschetta affermando che sarebbe stata conclusa entro la fine dell’anno. I fatti dimostrano che l’anno è ormai finito da oltre tre mesi e la rotatoria della Moschetta non è mai nemmeno iniziata.

Il 20 marzo del 2021 i Sindaci Francesco Mauro di Sellia marina, Raffaele Mercurio di Cropani, Michelangelo Ciurleo di Botricello e Salvatore Torchia di Sersale annunciarono l’imminente avvio delle rotatorie all’incrocio di Uria, di Cropani- Sersale, di Andali- Marcedusa e Fieri di Belcastro. I fatti dimostrano che ad oggi, a distanza di un anno, neanche uno di questi interventi è stato avviato.

Nel comune di Cariati il Sindaco, attraverso un comunicato stampa del luglio 2021, annunciava l’imminente avvio dei lavori sul Ponte Molinella sostenendo che vi erano disponibili 2 milioni di euro ma i fatti dimostrano che, ad oggi, non è stato avviato alcun intervento.

Nella terza città della Calabria, a Corigliano-Rossano, abbiamo, invece, tre casi drammatici. Il primo è quello della rotatoria nella Zona Industriale dell’area urbana di Corigliano che nonostante un progetto approvato il 31 marzo del 2018 dal Consiglio Comunale dell’Ex comune di Corigliano Calabro è stato, per volere dell’attuale amministrazione variato e, ancora oggi, non avviato e realizzato nonostante quello sia uno dei punti in assoluto più pericolosi che abbiamo sull’intera Statale 106.

Poi abbiamo la rotatoria di Santa Lucia. Nonostante la consegna dei lavori sia avvenuta a novembre dello scorso anno è tutto bloccato. Speriamo solo che i lavori non partano in piena estate per creare come sempre disagi alla collettività. Infine, abbiamo la rotatoria di Insisti i cui lavori sono partiti già da due anni ma, ancora oggi, non è stata completata.

Il “capolavoro” del disastro però è avvenuto a Santa Caterina dello Jonio in provincia di Catanzaro. Qui i lavori della rotatoria sono di fatto partiti ma oggi risultano bloccati perché uno dei proprietari dei terreni da espropriare si è legittimamente opposto poiché la procedura di esproprio avviata dall’Anas non è regolare. Il risultato è questo: l’Anas ha sottolineato che ora bisognerà sbrogliare la matassa altrimenti i lavori non potranno riprendere.

Bisogna ricordare che l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ormai da anni chiede inascoltata a tutti i parlamentari calabresi ed alla Regione Calabria la rimozione degli attuali dirigenti della Struttura Territoriale di Anas in Calabria per “manifesta incapacità”. Mentre, il sottoscritto, ha spiegato a più riprese che questi dirigenti negli ultimi tre anni hanno prodotto, bilanci di esercizio alla mano, un disastro conclamato.

Anche qui, vorrei ricordare una delle ragioni di tutte questa situazione: l’attuale Vice Ministro Cancelleri è «il compagno di scuola» dell’Ing. Silvio Cananella che, per coincidenza, oggi è Responsabile Nuove Opere per la Struttura Territoriale dell’Anas in Calabria ma anche RUP del Megalotto 3 nonostante sia un dirigente di prima nomina (come riportato l’articolo pubblicato su “Domani”, il quotidiano Italiano d'informazione edito da Carlo De Benedetti e diretto da Stefano Feltri, dal titolo “LA GRANDE OPERA IN VERSIONE GRILLINA È GIÀ INSABBIATA” a firma di Daniele Martini e pubblicato il 29 maggio 2021).

Ciò che risulta più grave è che nessuno ha mai smentito queste notizie.

Per tutte queste ragioni, se noi vogliamo bene alla Calabria, dobbiamo essere contrari all’ammodernamento della Statale 106. Dobbiamo dire no alla realizzazione a 4 corsie della Sibari-Corigliano-Rossano, della Crotone-Cutro, ecc. ecc. Perché queste grandi opere non possono essere assolutamente gestite da una Struttura Territoriale di Anas che in Calabria è inadeguata a gestire persino la realizzazione di una rotonda.

Chiudere gli occhi rispetto a queste vicende, decidere di non rimuovere questi dirigenti inadeguati dell’Anas in Calabria e pensare di far gestire processi delicati a chi ha già dimostrato di non essere all’altezza espone la Calabria ad un rischio enorme: quello che le esigue risorse disponibili, che risultano peraltro inadeguate, possano addirittura essere sprecate.

Se ciò accadrà il risultato sarà quello di sempre: i pochi soldi disponibili saranno sciupati senza nemmeno realizzare nulla.

Ecco perché occorrono subito tecnici competenti e di valore, capaci e possibilmente liberi da rapporti amicali (o di altra natura), con la politica. Servono dirigenti all’altezza, senza i quali, non è possibile far nulla ed occorre fare presto!

Perché il tempo passa e, intanto, le stragi sulla Statale 106 continueranno e, anzi, purtroppo saranno destinate ad aumentare sempre di più: ma parliamoci francamente, di chi sono le responsabilità morali…?

mercoledì 2 marzo 2022 0 commenti

LE STRAGI STRADALI SULLA STATALE 106 SARANO DESTINATE AD AUMETARE SEMPRE DI PIÙ: DI CHI SONO LE RESPONSABILITÀ?

dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

 

Anche i bambini lo sanno che l’Anas Spa non è una società privata. Non c’è un imprenditore che dirige con assoluta indipendenza. In Italia, ma questo lo sanno anche i bambini, i dirigenti oppure i commissari di Anas Spa sono semplicemente designati dalla politica e devono fare esattamente ciò che gli impone di fare la politica.

In questo senso è veramente ridicola la posizione dell’On. Occhiuto, Commissario alla Sanità in Calabria, dell’altro ieri in Consiglio Regionale contro l’Anas Spa. Proprio perché l’Anas è il Governo e questo lo sanno anche i bambini. Così come non è vero quello che l’On. Occhiuto ha affermato in aula quando ha detto che quelli dell’Anas «non sanno cosa fare in Calabria». Perché invece, quelli dell’Anas, che poi nella realtà sono tutti quelli del Governo, sanno bene cosa fare sulla Statale 106 in Calabria: nulla. Non vogliono proprio fare nulla come è stato dimostrato proprio dalle parole del Commissario alla Sanità in Calabria.

Infatti, nel PNRR, che alle infrastrutture destina oltre 36 miliardi di euro, non c’è nemmeno un centesimo destinato alla Statale 106. Nella legge di bilancio approvata a dicembre scorso con i fondi ordinari dello stato saranno finanziate tutte le strade e le autostrade italiane con 4,5 miliardi di euro ed alla Statale 106 sarà già un miracolo se destineranno qualche elemosina. Mentre sul Fondo di Sviluppo e Coesione (le risorse da dare alle regioni più povere per rimetterle al passo con quelle più ricche), la ministra campana per il Sud Mara Carfagna (Forza Italia), ed il collega ministro campano Luigi Di Maio (M5S) hanno destinato alla loro regione 1.700 milioni di euro per le infrastrutture mentre alla Calabria solo 220 (peraltro distribuiti dal 2022 fino al 2028).

Davanti a questa realtà l’On. Occhiuto in Consiglio Regionale, l’altro ieri, solo in una occasione è stato sincero: quando ha detto che seppure il Governo in altri contesti si è dimostrato attento alla Calabria con le infrastrutture, nonostante le sue lettere a Draghi ed al Ministro Giovannini, non c’è alcuna volontà di intervenire. In parole povere: nonostante la generosità del Governo che ha nominato l’On. Occhiuto Commissario alla Sanità sulle infrastrutture, quindi sulla Statale 106, non farà proprio un bel nulla.

Il Consiglio Regionale sul tema poteva fare molto e, soprattutto, poteva assumere scelte molto forti.

Invece, che cosa è successo? Ha approvato una mozione che impegna la Giunta Regionale «a sostenere una specifica e diretta contrattazione con il Governo» con il duplice fine di ottenere 13 miliardi di euro (questa è la folle proposta avanzata dalla Regione Calabria ad Anas e Governo…), ma anche la nomina di un commissario ad acta.

Non solo, la mozione impegna la Giunta Regionale – cito testualmente – «a verificare la possibilità di utilizzare risorse provenienti dal fondo Complementare collegato al PNRR»: una follia che il massimo organo di governo della Calabria debba impegnarsi nella verifica di un PNRR le cui risorse sono state già impegnate nell’ambito di un piano di interventi già approvato dal Governo…

Il penultimo impegno prevede che la Giunta Regionale debba «sostenere un necessario riequilibrio del Fondo di Sviluppo e Coesione»: quindi loro stessi ammettono che questo nella delibera CIPESS dello scorso 15 febbraio 2022 non c’è stato.

Infine, c’è l’ultimo impegno previsto dalla mozione approvata. Una perla: «attivare in concorso con il Governo una specifica interlocuzione, visto anche il recente inserimento della S.S.106 calabrese all’interno delle reti transazionali al fine di reperire ulteriori finanziamenti in sede europea».

Spiegare ai consiglieri regionali strapagati con i soldi dei cittadini che la Commissione Europea non ha inserito proprio sembrerebbe inutile... Ma è bene chiarire che la Commissione Europea ha solo proposto in una legge ordinaria l’inclusione della Statale 106 nella Rete globale TEN-T: ma affinché la proposta sia ratificata servirà prima un anno di negoziati e, in seguito, l’approvazione della proposta da parte del Parlamento Europeo e poi dovremo attendere la pubblicazione di bandi a cui dovremo partecipare con progetti di cofinanziamento che debbono rispettare precise linee guida se davvero si vuole ottenere qualcosa…

Il meglio, comunque, l’On. Occhiuto, Commissario alla Sanità in Calabria, lo esprime alla fine quando invita il Consiglio Regionale a scrivere «una dura lettere di protesta ai vertici dell’Anas perché un commissario non può rifiutarsi di presentarsi a una Commissione comunicandola il giorno prima, non dobbiamo avere nessun complesso referenziale verso le società pubbliche».

Una dura lettera di protesta che naturalmente i consiglieri regionali non hanno scritto.

In queste condizioni bisogna essere chiari ed onesti. L’unica certezza che emerge dal Consiglio Regionale e da ciò che ha riferito in Consiglio il Commissario alla Sanità in Calabria è che nei prossimi cinque anni sulla Statale 106 non ci sarà nulla di significativo. Le responsabilità sono chiare: alla volontà dei partiti romani si unisce quella della nostra classe politica dirigente regionale (in parlamento ed in regione).

Intanto, le stragi sulla Statale 106 continueranno e, anzi, purtroppo saranno destinate ad aumentare sempre di più: ma parliamoci francamente, di chi sono le responsabilità morali?

lunedì 28 febbraio 2022 0 commenti

SUL TEMA DELLA STATALE 106 OGGI IN CONSIGLIO REGIONALE SOLO PAROLE

dell’Ing. Fabio Pugliese

2021 - autore del libro “Ecco chi è Stato!”, un inedito sulla Statale 106 ionica in Calabria,

2014/2020 - fondatore ed ex presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106,

2013 - autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica.

 

 

Il tanto decantato “storico” Consiglio Regionale di oggi, recante le “Problematiche della Strada statale 106 Jonica” al primo ordine del giorno, è stata l’ennesima offesa alla memoria di tutte le vittime della Statale 106. È stata approvata una mozione che affida pieno mandato al Presidente delle Giunta Regionale Occhiuto a gestire una interlocuzione con il Governo al fine di ottenere delle risorse sulla Statale 106 che non ci sono e che, quindi, non otterremo mai...

Si è persa, quindi, l’occasione da parte del Consiglio Regionale, di rendere davvero storica la seduta di oggi approvando una mozione ben più dura in cui si impegnava il Presidente della Giunta Regionale a chiedere formalmente al Governo la revoca della Delibera CIPESS approvata lo scorso 15 febbraio 2022 in cui alla Calabria sono stati destinati 285 milioni di euro mentre alla Campania dei Ministri Mara Carfagna e Luigi Di Maio – giusto per fare un esempio – ne sono stati assegnati 1.700 milioni di euro peraltro a valere sui Fondi di Sviluppo e Coesione (quelli, per intenderci, che avrebbero dovuto diminuire il divario tra regioni più povere e regioni più ricche…).

Non solo. Non c’è stato neanche il coraggio di chiedere al Governo di rimuovere il Commissario Straordinario per la Statale 106 che ad oltre un anno dalla sua nomina ha fatto esattamente ciò che oggi hanno fatto i nostri consiglieri regionali: il nulla più assoluto.

In pratica è prevalso – per la verità fatta eccezione per Fratelli d’Italia che pur essendo al Governo della Regione Calabria come è noto è all’opposizione del Governo nazionale – l’unico vero interesse dei consiglieri regionali di Forza Italia, Partito Democratico, UDC, Lega e M5S: non assumere posizioni di disturbo al Governo nazionale e quindi ai Partiti al fine di evitare possibili problemi interni e ritorsioni nell’ambito delle imminenti candidature per le elezioni politiche del prossimo anno.

Oltre a ciò, è gravissima la totale assenza di visione politica su un problema complesso qual è quello della Statale 106 del Presidente Occhiuto e dei Consiglieri Regionali. È incredibile che il contributo dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Lavori Pubblici sia stato praticamente inesistente... In circa due ore di dibattito nessuno ha posto il problema, anche solo per errore, di dover intervenire sulla Statale 106 con un piano di interventi di messa in sicurezza urgente nei punti più pericolosi e con lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione che, per inciso, mancano da anni.  

In verità, il dibattito, ha chiaramente evidenziato due aspetti che sono di fatto l’uno peggio dell’altro. Il primo è relativo alla debolezza politica del Governo Occhiuto che, purtroppo, sarà destinato tra un anno ad un cambio inevitabile di equilibri politici dovuto essenzialmente a quello che sarà il nuovo prossimo Governo. Il secondo è legato ad un Consiglio Regionale e poi ad una Giunta Regionale che ignorano ogni problematica legata alla Statale 106.

Una prova?

Nel documento approvato si chiede di utilizzare la proposta della Regione Calabria relativa al contratto di programma 2021 – 2025 tra Anas e Governo: nella proposta la Calabria chiede 13 miliardi di euro ignorando che il Governo, nella legge di bilancio, ha destinato al contratto di programma 4,5 miliardi in tutto.

Insomma, il solito Consiglio Regionale in cui per due ore si fanno solo parole ma neanche un fatto concreto. Intanto, le stragi sulla Statale 106 continueranno e, anzi, purtroppo saranno destinate ad aumentare sempre di più: ma parliamoci francamente, di chi sono le responsabilità morali…?

 
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